Molte donne mi pongono spesso la stessa domanda carica di frustrazione:
“Perché incontro solo uomini immaturi, chiusi o superficiali?”
La realtà è che gli uomini di qualità esistono, ma per riuscire a vederli e, soprattutto, per attrarli, è necessario cambiare le “lenti” con cui guardiamo il mondo.
Tempo fa, una mia cliente mi raccontò di un uomo che stava frequentando: era una persona stupenda, la trattava con estrema cura.
Allora le chiesi qual era il problema.
La sua risposta?
A quest’uomo mancava un dente e parlava sempre della moglie scomparsa.
Questo è un esempio perfetto di quello che chiamo “l’amante fantasma”: la tendenza a fuggire verso un ideale irraggiungibile pur di non affrontare una disponibilità reale.
Cercare l’uomo perfetto è facile…
Perché ti evita la complessità del dover avere a che fare con quelli reali.
Molto meno facile è capire come un uomo di valore vive l’equilibrio tra la propria forza e la propria sensibilità.
E la risposta è semplice:
Un uomo di qualità sa quando essere risoluto e quando essere ricettivo…
Possiede una forza interiore tale da non aver paura di mostrare le proprie vulnerabilità…
E sa che, anche se qualcuno dovesse approfittarsi della sua apertura, il suo valore intrinseco rimarrebbe intatto.
Il che mi fa venire in mente una cosa che mi viene spesso chiesta…
Cioè perché una donna dovrebbe scegliere di lavorare con un coach uomo.
Sebbene il confronto tra donne sia preziosissimo, lavorare con un uomo che ha affrontato in prima persona questo processo offre un vantaggio unico:
Avere davanti un modello reale delle qualità che stai cercando.
Infatti, io stesso ho dovuto combattere con quella che chiamo “armatura identitaria”.
In passato, mi nascondevo dietro il controllo e il potere.
Finché tutto seguiva i miei piani mi sentivo forte… ma al primo imprevisto diventavo freddo e distante, portando le mie relazioni alla rottura.
Ho dovuto dire “basta” e scavare a fondo per capire perché avessi così tanto bisogno di controllare tutto e perché temessi così tanto di mostrare le mie fragilità.
È la stessa dinamica che vivono molte donne in carriera: confondono il potere con il controllo esterno o con i risultati raggiunti, dimenticando che il vero potere risiede nella connessione con le proprie emozioni e nella consapevolezza dei propri limiti.
Nella mia relazione con Carlotta, ad esempio, abbiamo imparato a integrare le nostre differenze anziché combatterle. Io riconosco i miei limiti nelle faccende manuali e mi occupo della gestione burocratica, mentre lei è molto più efficiente di me nelle faccende pratiche.
Questa complementarità è possibile solo se si ha l’umiltà di conoscersi e la capacità di dialogare onestamente.
In definitiva, come si fa per attrarre un partner di qualità?
Imparando a togliersi l’armatura e trovando l’equilibrio tra potere e ricettività.
Quell’equilibro che è l’unica vera chiave per una relazione sana e duratura.
E sì, il lavoro su di sé è faticoso, perché richiede lo sforzo di pulire le proprie lenti e iniziare a vedere la realtà per quella che è.
Ma sai cos’è ancora più faticoso?
Lottare tutta la vita con la frustrazione di non trovare un amore all’altezza… anche se in realtà quell’amore è sempre stato dietro l’angolo.